La Lucciola

 

Classe: insetti

Dieta: onnivora

Durata media della vita in libertà:circa 2 mesi

Dimensioni:
fino a 2.5 cm

La lucciola è un insetto che si avvista nei nostri territori agli inizi di giugno, dando luogo ad uno spettacolo bellissimo.
La Lucciola appartiene alla specie dei coleotteri, un animale notturno della famiglia dei Lampiridi. Esse sono per la maggior parte alate e questa è una caratteristica che le differenzia da altri insetti luminescenti della stessa famiglia. Vi sono circa 2.000 specie di lucciola.

Per produrre il loro effetto luminoso le lucciole sono dotate di appositi organi luminosi sotto l’addome.
Le loro luci sono uno strumento di comunicazione. Il maschio, per attirare la femmina, nel periodo dell’accoppiamento emette una luce fredda a intensità variabile. La femmina, a sua volta, emette segnali luminosi prolungati per comunicare la disponibilità alla fecondazione. Il fenomeno che permette a questa specie di insetti di illuminarsi è la bioluminescenza, un processo chimico grazie al quale alcune molecole si muovono velocissime e producono un’energia che a sua volta si trasforma in luce. Nelle lucciole, la bioluminescenza è il risultato dell’azione di due composti chimici: la luciferina, una miscela organica che emette luce, e la luciferasi, un enzima catalizzatore che facilita la reazione chimica.
La luce delle lucciole è solitamente intermittente, e lampeggia secondo modalità uniche per ciascuna specie. Ogni tipo di intermittenza corrisponde a un segnale ottico che aiuta le lucciole a individuare potenziali partner. Al riguardo, non si conosce con esattezza in che modo gli insetti riescano ad accendere e spegnere la propria luce.
Da adulte le lucciole smettono di nutrirsi e impegnano tutte le loro energie nella riproduzione, che avviene in estate. I maschi muoiono poco dopo l’accoppiamento e le femmine sopravvivono solo qualche giorno, giusto il tempo di deporre 70-100 uova, anch’esse luminescenti, nelle fessure del terreno e tra le foglie. Le larve nascono in autunno, vivono circa due anni e si nutrono di lumache, chiocciole, molluschi e per sopravvivere hanno bisogno di zone umide e non inquinate.

Se quest’estate riusciremo a vedere qualche lucciola, oltre a godere di uno spettacolo magnifico, potremo essere sicuri che l’ambiente è sano, senza veleni e pesticidi, i loro nemici naturali. Per favorire il ritorno degli insetti luminosi e contribuire a migliorare anche il nostro habitat basterebbero alcune buone pratiche, alla portata di singoli cittadini o di piccole comunità: diminuire le fonti esterne di luce artificiale e di conseguenza l’inquinamento luminoso, non utilizzare pesticidi, fitofarmaci e altri veleni, incrementare gli orti biologici, ampliare le aree verdi, creare i prati delle lucciole per dare la possibilità a questi speciali coleotteri di riprodursi e continuare così il ciclo della vita.

La tutela dell’ambiente, come sempre, si traduce in protezione della flora e della fauna e le lucciole fanno parte di questo patrimonio.
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